Calle Halfvarsson e la sfida della schiena: verso i mondiali di Trondheim

Il fondista svedese affronta le difficoltà fisiche in vista dei Campionati Mondiali.

Un atleta in difficoltà

Calle Halfvarsson, noto fondista svedese, si trova ad affrontare una sfida non solo sportiva ma anche personale. Dopo aver ottenuto un incoraggiante ottavo posto nella 10 km a Falun, il 35enne ha dovuto rinunciare alla mass start per motivi precauzionali legati a problemi alla schiena. Questo fastidio, che lo accompagna da tempo, si fa sentire in modo particolare proprio ora, in prossimità dei Campionati Mondiali di Trondheim, un evento cruciale per la sua carriera. La situazione è ulteriormente complicata dalla sua vita quotidiana, dove le interazioni con la famiglia, in particolare con i suoi due figli, possono aggravare il suo stato di salute.

La vita familiare e le sfide quotidiane

Halfvarsson ha recentemente dichiarato: “È bello essere a casa, ma sento che la mia schiena non sta bene a casa”. La sua villa a Sågmyra, vicino a Falun, è un rifugio, ma la presenza dei bambini che giocano e si arrampicano su di lui rappresenta un rischio per la sua schiena. Questo squilibrio fisico influisce non solo sulle sue prestazioni sportive, ma anche sulla sua vita familiare. Nonostante le difficoltà, il fondista si prepara a lasciare la sua famiglia per partecipare ai mondiali, consapevole che potrebbe essere una scelta benefica per la sua salute.

Preparazione e aspettative per i mondiali

Nonostante i problemi fisici, Halfvarsson non si arrende. Dopo il weekend di riposo, si è unito al raduno premondiale di Bruksvallarna e si prepara a partire per Trondheim. “Sarà noioso lasciare la famiglia, ma probabilmente sarà un bene per la mia schiena”, ha affermato. Con una carriera costellata di successi, tra cui due medaglie mondiali in staffetta e diciannove podi individuali in Coppa del Mondo, le aspettative rimangono alte. Halfvarsson ha dichiarato di sentirsi ancora in grado di allenarsi come desidera e di avere speranze per le gare a venire. “A volte fa male, a volte non fa male, ma è sempre presente e un po’ fastidioso”, ha spiegato, evidenziando come l’adrenalina possa aiutarlo a gestire il dolore durante le competizioni.

Scritto da Redazione

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